Blog L'unica certezza

1. giu, 2020
1. giu, 2020

LA PATRIA : L’ULTIMA SPERANZA, L’UNICA CERTEZZA !

I fatti devono seguire alle parole. Nessun italiano deve rimanere indietro! Oggi molti giovani fanno volontariato ed è un fatto positivo, ma lo Stato deve fare la sua parte

 

 

Eric Hobsbawm, uno storico britannico, scrive il secolo breve nel quale contrappone il secolo XIX secolo lungo al XX secolo considerato il secolo breve. Secondo costui uno degli elementi fondamentali del tramonto del secolo breve sarebbe il declino del concetto di Nazione.

Il politologo Giapponese Francis Fukuyama parla di fine della Storia, sostenendo che le categorie precedenti sono state superate, e che ormai il mondo va verso un modo di vivere omologato. La globalizzazione ha convinto molte persone, soprattutto in Italia, dove la chiesa e il socialismo ufficiale non quello nazionale, hanno  messo in dubbio l’idea nazionale.

Queste idee non sono nuove. Kant (1724-1804) parla di Federazione Planetaria e Schelling (1775-1854) auspica il superamento dello Stato Nazione. Poi abbiamo avuto l’internazionalismo di Marx, a cui si ispira la posizione di “neutralità assoluta” del partito socialista italiano nei confronti della Grande Guerra con la conseguente presa di distanza dei socialisti nazionali la fondazione del “Popolo d’Italia” e i suoi successivi sviluppi, oggi coniugato con l’universalismo del “libero mercato”. 

In realtà queste posizioni sono utopistiche e controproducenti. Non esiste e non esisterà mai uno “Stato mondiale”. Il filosofo italiano Diego Fusaro, partendo da una posizione socialista, ma non mondialista, afferma che l’apertura indiscriminata agli stranieri finisce per danneggiare i lavoratori e la solidarietà deve naturalmente partire dai propri compatrioti. Il capitalismo moderno vuole la manodopera straniera perché a basso costo. Esiste anche un altro motivo per cui i poteri forti approvano la società multietnica ovvero una volta recise le radici della Nazione diventiamo tutti uguali e l’unica differenza è costituita dal denaro. L’identità Nazionale presuppone la Giustizia Sociale. Non ci può essere l’una senza l’altra! La crisi mondiale del 2008, non ancora superata, e la pandemia dimostrano, senza alcun dubbio, che solo il senso di appartenenza di una comunità può portare conforto e risolvere i problemi.  I popoli in Italia e altrove per superare le difficolta riscoprono il proprio senso di appartenenza. Si espone il tricolore, l’inno nazionale viene cantato dai balconi, questo avviene anche altrove; per esempio in Bessarabia, dove la formazione della Repubblica Moldova ha fallito perché non si può esistere uno Stato senza una Nazione, diventa sempre più forte il senso identitario dei “moldavi” nella Nazione Romena. La testimonianza di questo si può dimostrare con la grande partecipazione, sebbene l’esecutivo avesse fatto il possibile per ridimensionarla, di folla alla missione di aiuti organizzate dallo Stato Romeno in favore della popolo della Bessarabia.

Non si può essere patrioti a giorni alterni. Dobbiamo tornare a insegnare nelle scuole i grandi esempi della Storia Romana: Muzio Scevola, Attilio Regolo, Scipione l’Africano e altri ancora; riscoprire gli eroi come Balilla, Ettore Fieramosca, Silvio Pellico, i fratelli Bandiera e Carlo Pisacane. I fatti devono seguire alle parole. Nessun italiano deve rimanere indietro! Oggi molti giovani fanno volontariato ed è un fatto positivo, ma lo Stato deve fare la sua parte. Non è tollerabile che vengano trovate le risorse per mantenere mentre i poveri italiani siano abbandonati ! L’identità italiana deve essere la nostra bussola. Non a caso le proteste contro l’attuale governo hanno a sunto a simbolo la mascherina tricolore. Riscopriamo la Patria, che citando un manifesto degli anni settanta è “l’ultima speranza, l’unica certezza” dall’altra parte ci sono i liberisti e il socialismo al caviale dei radical-chic.

DANILO ZONGOLI