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1. mag, 2018

 

MARIA ANTONIETTA ALL’OMBRA DELLA MOLE

 

Recentemente il sindaco di Torino, o come dicono i politicamente corretti la sindaca, ha registrato all’anagrafe  un bambino con due genitori dello stesso sesso. L’esempio è stato seguito da Virginia Raggi, nella Capitale, e da numerosi sindaci di area 5 stelle o partito democratico. Sembra l’ultima moda della sinistra al caviale. Le retoriche affermazioni del sindaco di Torino di avere scritto una pagina di storia hanno creato una diatriba con il sindaco di Napoli De Magistris , il quale rivendica la primogenitura di questo provvedimento.

La questione va analizzata sotto un triplice aspetto : giuridico, etico e politico. Il primo aspetto pone un problema di legittimità ovvero può un sindaco creare una legislazione. La vicenda ricorda quella dei pretori di assalto degli anni settanta, che interpretavano la legge in un modo originale, secondo una parte della dottrina giuridica in contrasto con l’ordinamento giuridico italiano. Tralasciamo la questione giuridica che consiste nel valutare se, come sostengono alcuni ci sarebbe un vuoto legislativo che consentirebbe al sindaco di agire extra legem (al di fuori della legge), secondo me ipotesi molto discutibile, oppure se questo comportamento sia contra legem.

Dal punto di vista etico le diverse concezioni religiose ed etiche determinano un giudizio diametralmente opposto.

Quello che analizziamo, in questo articolo, è l’aspetto politico della vicenda. La storia insegna qualcosa. L’ex primo ministro spagnolo Zapatero legalizzò i matrimoni omosessuali. Dobbiamo tenere conto la profonda tradizione cattolica della Spagna che, non causalmente, veniva definita cattolicissima. Il governo “socialista” più a parole che nei fatti, di Zapatero suscito molte speranze nella classe operaia spagnola. Queste si dimostrarono delle illusioni. Sappiamo tutti come è andata finire la Spagna guidata dal PSOE. Ebbene Zapatero mediante la legge sui matrimoni omosessuali volle dare l’illusione di avere operato un profondo cambiamento o addirittura una rivoluzione. In realtà non ci fu alcuna rivoluzione. La situazione economica non solo non migliorò, ma  si aggravò. La Spagna ebbe una delle peggiori crisi della sua storia, e il giudizio degli elettori fu totalmente negativo. Una vicenda analoga si è verificata nella stagione governativa di Matteo Renzi, compresa la variante Gentiloni, e anche in questo caso il senatore di Scandicci rivendica di avere ampliato i diritti civili. Al netto delle discussione, peraltro corretta, su la demografia e su la famiglia siamo in presenza del solito schema. Si cerca di distogliere l’attenzione dal proprio fallimento parlando di queste tematiche. Il primo problema dell’Italia non è certamente questo. Non a caso Appendino e Raggi, la cui elezione suscitò tante speranze cercano di coprire un bilancio deludente attraverso provvedimenti di questo tipo. Tutto ciò ricorda Maria Antonietta, regina di Francia al tempo della rivoluzione, che quando le disse che il popolo non aveva il pane rispose mangino le brioches.

DANILO ZONGOLI