19. set, 2017

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JUS SOLI : LA SINISTRA AL CAVIALE DIVENTA BIGOTTA

 

Domenica “l’Avvenire”, quotidiano della conferenza episcopale italiana dedicava la prima pagina allo jus soli. Infatti il quotidiano dei vescovi pubblicava una bandiera italiana con tante facce dei “nuovi italiani” che ancora non hanno ottenuta la cittadinanza. L’attivismo di oltre Tevere è notevole. Si è verificato ad Assisi un incontro tra il Ministro degli interni Mauro Minniti e il cardinale Gianfranco, nomen omen (traduco nel nome c’è un destino), Ravasi. Ovviamente si è parlato di intensificare lo sforzo per fare approvare il provvedimento che concede la cittadinanza a chiunque sia nato in Italia. Inoltre la stampa parla di pressioni delle gerarchie ecclesiastiche su Angelino Alfano, che sembra essere alquanto riluttante per approvare il provvedimento in questa legislatura che volge al termine.

Matteo Renzi pare ormai rassegnato. I motivi sono diversi . Non ci sono i numeri e dopo le ultime vicende relative agli stupri e ad altri episodi di violenza  , nonostante l’approvazione della legge in questione potrebbe garantire al partito democratico circa ottocentomila voti, forse il segretario del PD comincia a pensare che la legge sulla cittadinanza potrebbe essere, in termini elettorali, un errore. I segnali non mancano. Le recenti elezioni amministrative hanno punito alcuni sindaci come Giusy Nicolini, primo cittadino di Lampedusa, diventati ormai un simbolo della sedicente accoglienza e integrazione. Questo ha determinato un cambio di atteggiamento da parte del sindaco del sindaco Virginia Raggi, la quale ha ordinato lo sgombero di piazza Indipendenza.

Se Renzi sembra essere, negli ultimi tempi abbastanza tiepido su questo argomento ricompare il professore Romano Prodi. L’ex Presidente del Consiglio invitato alla trasmissione di Radio Capital “Circo Massimo” condotta dall’ex direttore de “ Repubblica”  Massimo Giannini afferma che dopo l’approvazione della legge di stabilità è possibile approvare la legge sullo Jus soli. Secondo Prodi bisogna farlo perché gli emigranti sono già italiani in quanto hanno studiato in Italia. Potremmo rispondere con le parole di Alessandro Manzoni che nella poesia “Marzo 1821” così definisce la Nazione :” una d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue, di cuor”.

La posizione dell’allora direttore del quotidiano "Repubblica" mi fa tornare alla mente un episodio. Il 31 gennaio 2005 il presidente della Conferenza Episcopale Italiana cardinale Camillo Ruini invitò i cattolici a rimanere a casa per boicottare il referendum sulla fecondazione assistita. Eugenio Scalfari accusò il porporato di aver violato gli articoli uno e due del Concordato. La sinistra al caviale parlò di indebita ingerenza vaticana, di attentato alla laicità dello Stato. Adesso assolutamente nulla !

DANILO ZONGOLI