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30. apr, 2017

LA CRISI DI RAPPRESENTANZA DEL SINDACATO

 

 

Un vero socialista è un patriota !

Un vero patriota è un socialista !

 

 

 

Il recente referendum svoltosi tra i lavoratori di Alitalia parla chiaro. Il 67 per cento dei lavoratori ha respinto l’accordo. Certamente non si può parlare, come per molti anni ha fatto la retorica dei sindacati confederali e della sinistra radical chic, di piloti e lavoratori super pagati che, ormai, non esistono più da anni. La stessa cosa è successa con i lavoratori del consorzio Almaviva. Il metodo Marchionne ( o votate per l’accordo o chiudiamo) non funziona più.Secondo Enrico Cisnetto de “Il messaggero” ciò rappresenterebbe un esempio di populismo sindacale.Secondo me le cose stanno diversamente. La crisi di rappresentatività dei sindacati confederali non nasce oggi. I lavoratori non si sentono tutelati dalla triplice. Da diversi anni sono nati sindacati autonomi come  la FISAFS  peri ferrovieri ,la FABI per i bancari o la GILDA degli insegnati o per rimanere ad Alitalia l’ANPAC e l’ANPAV. Molti esponenti della “sinistra radicale” hanno dato vito alla USB e ai COBAS. Se analizziamo i dati sulle iscrizioni il numero rimane costante rispetto a quando non si potevano iscrivere i pensionati, quindi senza costoro avremmo registrato una notevole decremento. Gli accordi come quello di Alitalia in realtà non contengono un piano di rilancio ma la possibilità di sopravvivere in attesa dell’ennesimo piano di salvataggio con il relativo licenziamento e abbassamento dei salari. Il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo si è rivelato un dramma sociale. Infatti conviene solo per chi lavora sempre e per chi guadagna tanto. Entrambe le cose, purtroppo non si verificano per i giovani. Poi in un paese che per anni è stato vittima di un’alta inflazione i conti non tornano. Non dimentichiamo che la generazione che andrà in pensione tra una decina d’anni non sapeva di questa assurda novità e non ha potuto provvedere, ormai è troppo tardi, con una pensione complementare. Rimanendo in tema di previdenza complementare i fondi pensione sono gestiti proprio dai sindacati. Ebbene cosa hanno fatto i sindacati contro la “riforma Fornero” e prima della “riforma Dini” : assolutamente nulla!Cosa hanno i sindacati contro  la legge renziana su l voro che permette di licenziare secondo il capriccio dei datori di lavoro? Cosa fanno i sindacati contro la continua svendita agli stranieri di ciò che resta del patrimonio industriale italiano? Altro che populismo sindacale! Ile recenti consultazioni testimoniano L’unica soluzione e un sindacalismo che difenda la giustizia sociale e la Nazione. L’unica soluzione è il sindacalismo rivoluzionario e il Socialismo Nazionale. Dall’altra parte c’è tutto il vecchio mondo!

DANILO ZONGOLI

22. nov, 2016

 

 

       PUBBLICA ISTRUZIONE : CON IL REFERENDUM ARRIVA LA MANCETTA DI RENZI

La sedicente legge sulla buona scuola prevede tanti peggioramenti per i docenti senza migliorare la qualità dell’istruzione.

La legge 107 istituisce l’alternanza scuola lavoro. Ovvero gli alunni devono fare un certo numero di ore obbligatorie di tirocinio, ovviamente gratuito, presso alcune aziende. Se ciò a un senso per le scuole tecniche e professionali è ridicolo per un liceo, dove gli alunni si preparano per l’università. Infatti poiché le duecento ore annuali, per il triennio sono troppe, il lavoro viene inventato e conferenze, corsi, spettacoli e esami di lingua diventano magicamente lavoro. Inoltre l’alunno deve essere accompagnato da un docente, ma non è chiaro l’entità del rimborso spese. Quindi si corre il rischio che ci si debba rimettere anche i soldi del trasporto.

Gli insegnati che chiedono il trasferimento devono, nonostante l’anzianità fare domanda e dopo andare a colloquio con il preside, nel politicamente corretto dirigente il quale decide arbitrariamente. Il rischio è che un neo assunto, magari parente o amico di famiglia del preside, pardon dirigente, possa essere preferito a un insegnante valido e magari con una notevole anzianità.

La summentovata legge obbliga poi i docenti a fare un certo numero di corsi di aggiornamento. Molti di questi corsi non sono organizzati sulle singole discipline , ma sul metodo di studio, sulla sicurezza ovvero su argomenti validi per tutti e per nessuno. Inutile dire che spesso li organizzano i soliti noti molte volte legati ai sindacati confederali.

Mentre la Giannini e Renzi vessano in questo modo i docenti il contratto di lavoro è fermo dal 2009 e quindi da allora non vi sono aumenti salariali. Anche prima del blocco contrattuale che possiamo definire eterno i professori italiani erano tra i meno pagati d’Europa. Chiaramente non esiste una professionalità sottopagata è una contraddizione in termini.

I “signori” del governo hanno però pensato a un contentino. Viene previsto un contributo di 500 euro l’anno per acquistare libri, materiale informatico, partecipazione a corsi di aggiornamento, esclusi ovviamente le spese di vitto e alloggio perché secondo il Ministero gli insegnanti devono digiunare e dormire sotto i ponti, certificazioni linguistiche . Lo scorso anno non avendo fatto in tempo a “consegnare” la prepagata il danaro è stato versato sullo stipendio. I docenti nel mese di settembre hanno dovute presentare le relative fatture. Chi non lo ha fatto deve restituire i relativi importi. Quest’anno non si sapeva nulla. Nessuno era in grado di rispondere. Io avrei scommesso che o arrivavano entro il 4 dicembre, un giorno scelto a caso, oppure non arrivavano mai. Infatti ho avuto ragione. I soldi con una procedura laboriosa e contorta sono arrivati. Prima bisogna farsi dare le credenziali digitali da un sito; poi bisogna andare alle poste, dopo bisogna registrarsi presso un altro sito e dopo si avrà una sorta di carta virtuale. Ci mancava solo un pellegrinaggio da Padre Pio o visto i tempi a La Mecca. Si avvicina il referendum e arriva la mancetta di Renzi.

DANILO ZONGOLI